L'ARROTINO - Canto e scenetta
« ‘L moulita! Moulita!! ». A questo richiamo, le donne che avevano
forbici, coltelli od utensili da affilare, circondavano l'arrotino (questo
significa moulita) e pazientemente, in coda, aspettavano il proprio turno
d'essere servite, senza spingersi.
Infatti, l'abile armeggiare di lame di tutti i tipi, incuteva rispetto per
questo artigiano che, spostandosi di cortile in cortile, dopo aver gridato la propria
presenza, in silenzio affilava ogni cosa tranne le lingue che, a suo dire, erano già
abbastanza taglienti. L'attrezzatura era molto semplice. Sopra un robusto supporto
di legno poggiava la mola agganciata a ferri di particolare
fattezza che, collegati ad un pedale, quasi per magia, trasformavano il movimento
cadenzato del piede, su e giù, in moto rotatorio. Tutto qui? Certo che no! Il
moulita di suo, ci metteva tutto quel che mancava: la propria abilità!
La canzone narra di un giovane mouletin, figlio d'arte, che assieme al
padre gira il mondo, il suo piccolo mondo, e si guadagna da vivere.
Conduce una vita semplice, a contatto con gente semplice, mangia e beve semplice:
cibi genuini e buon vino. Padre e figlio, rubicondi, sono il ritratto della salute.
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